lunedì 31 luglio 2017

Farm cultural Park non deve chiudere!


Favara è un comune siciliano di circa 32 mila abitanti, in provincia di agrigento, in passato conosciuto non certo come comune virtuoso. Il classico "paesazzo" di colate di cemento a non finire, pochissimo verde, abusivismo, mala politica ed un capillare controllo da parte della sanguinaria organizzazione mafiosa " Stidda " ( che opera  nella provincia di Agringento). Un paese che, fino a poco tempo fa, personalmente non avrei visitato nemmeno pagato, conosciuto per degrado, sottosviluppo sociale, economico e culturale. 


Nel 2010 una coppia di visionari ( o pazzi) realizzano la Farm cultural Park e questo "paisazzu", nel cuore del centro storico, inizia ad attrarre turisti e visitatori da tutto il mondo, diventa un modello mondiale di rigenerazione urbana, socio-culturale e riviste del settore piazzano la Farm cultural Park al sesto posto a livello mondiale come meta turistica legata all'arte contemporanea. 


L'anno scorso ho avuto modo di visitarla ed ho raccontato la mia esperienza ( leggi: Farm cultural park: Happiness is everywhere a Favara). Questo posto magico ha anche ispirato il mio progetto, ancora in una fase embrionale, denominato Sharing Sicily che è fortemente legato all'offerta di esperienze autentiche, con grande attenzione a tutte quelle realtà ( e quelle donne e quei uomini) che danno valore alla Sicilia. Perchè un siciliano che visita la Farm esce da lì pieno di speranze e buoni propositi!



Come nasce Farm Cultural Park? Qualche anno fa Andrea Bartoli e Florinda Saieva si trovarono nella difficile scelta tra la “comoda” Parigi e la disastrata e degradata Favara di Sicilia. Scelta molto difficile, direte voi. Ancora più complicata dopo la nascita della primogenita Carla. Alla fine non sono andati a Parigi, sarebbe stato troppo scontato. Decidono di rimanere a Favara ad una condizione, trasformarlo in “ A place that make you happy”.


Acquistano un blocco di ruderi nel centro storico a prezzi modici, coinvolgono archietetti e giovani artisti di tutto il mondo, in un processo di rigenerazione senza precedenti in Sicilia. Investono in questo progetto i loro risparmi, le loro idee ed il futuro dei loro figli!
A proposito di figli, realizzano all'interno anche "Sou", una scuola di architettura per bambini. La scuola che si avvale di docenti universitari e architetti che insegnano ai bambini design, urbanistica, architettura, ambiente e agricoltura urbana.





Come ho già spiegato nel precedente articolo, per capire cosa sia la FARM CULTURAL PARK c'è un solo modo: andare a visitare il posto. Entrando all'interno ti immergi in un'altra dimensione, un luogo formato da sette cortili, diversi ruderi ristrutturati divenuti arte, cultura e rigenerazione, giardini di ispirazione araba e tanto altro. La Farm cultural park, riconosciuta anche dall’Unione Europea, è un luogo di  incontro di artisti che espongono le loro opere, un generatore di flussi turistici, fa sognare, trasforma un "paisazzu" in centro propulsore di attività culturali, ridisegna il volto di un luogo degradato in cui, come detto sopra, un siciliano, visitatore o turista non sarebbe passato neanche pagato. Oggi attrae turisti da tutto il mondo.



Tuttavia, pochi giorni fa, una clamorosa ordinanza dell'ufficio tecnico del Comune di Favara ordina la RIMESSA IN PRISTINO DELLO STATO DEI LUOGHI, provvedendo alla dismissione delle opere in premessa entro il termine di 90 giorni, dalla notifica dell’ordinanza. Per capire e comprendere a pieno l'assurdità di questo provvedimento, vi invito a leggere questo articolo che spiega l'accaduto abbastanza dettagliatamente Farm cultural Park: abusivismo o cattiva amministrazione? 90 giorni per smontare i sette cortili.


Rimessa in ripristino dei Luoghi - Farm cultural Park

In poche parole si chiede la " rimessa in ripristino dello stato dei luoghi", ovvero riportare il sesto sito al mondo per arte contemporanea ( realizzato tutto a spese di un privato!) al degrado, all'incuria e all'abbandono che vi era prima del 2010. Siamo alla pura follia, nemmeno Antonio Albanese con il suo " Cetto La Qualunque" avrebbe potuto solo immaginare una cosa del genere. Ma purtroppo è pura realtà!
Riporto per intero e tra virgolette un post di Andrea. Penso che molti di voi nella loro vita si siano trovati di fronte ad un burocrate siciliano di questo tipo:

<< Cari “certi burocrati” il mio ultimo pensiero è dedicato a voi.

La dovete finire di tenere le persone sotto ricatto; di concedere il dovuto come se fosse un favore, di giocare con le persone a ping-pong come se non valessero nulla, di farvi belli quando fate il vostro dovere, di tenere sotto scacco le persone con la minaccia di applicare qualche norma “punitiva”.

La dovete finire di cercare “altro” quando fate il vostro lavoro. Capito?
E’ vero, il legislatore, lo Stato Italiano, vi ha armato come una super potenza militare contro il cittadino, norme, regole e leggi sono le vostre munizioni, ma nessuna norma, legge o regola vi assolverà da tutte le “superchiarie” e “vessazioni” che con superficialità, negligenza e talvolta dolo fate alle persone per bene. Si perché se invece di avere a che fare con delle persone per bene vi capita qualcuno poco raccomandabile, allora diventate improvvisamente più indulgenti e accomodanti, è vero?
Cari “certi burocrati” i tempi sono cambiati; io, mia moglie e milioni di altre persone non siamo più disposti a stare in silenzio, a farci ricattare o mettere i piedi in testa.
Denuncia per abusivismo per opere d’arte? 
Niente di nuovo da queste parti. Abbiamo due esempi di due campioni di resistenza, che tanto hanno fatto per la nostra Regione.
Antonio Presti che nel 1982 fu denunciato per abusivismo per aver realizzato su terreno demaniale inutilizzato una straordinaria scultura di 18 metri di Pietro Consagra e persino Ludovico Corrao, prima ancora, ebbe milioni di problemi per il Cretto di Burri, la più straordinaria opera di land art al mondo.
Non ci intimidite affatto. >>


Non aggiungo altro. A voi i commenti. Vi invito  sottoscrivere la petizione on line Noi siamo Farm cultural Parkhttps://www.change.org/p/noi-siamo-farm-cultural-park.


Andrea Bartoli ha invitato tutti quelli che amano la Farm cultural Park " il 29 Ottobre 2017 (vi ricordate i 90 giorni dell’Ordinanza?) per la grande festa di RIMESSA IN PRISTINO DELLO STATO DEI LUOGHI ".
Sono convinto che tutti insieme riusciremo a fermare prima del 29 ottobre questa ennesima assurdità di una terra maledetta. Dal canto mio, seguirò attentamente la vicenda e, a nome Sharing Sicily, mi piacerebbe al più presto organizzare un bus ( o più di uno) per portare a Favara tutti quelli che amano la Farm Cultural Park ( o chi la vorrebbe conoscere) della provincia di Catania ( il tour alla Farm l'avrei fatto a prescindere, ma in questo caso assume significato e urgenza diversa. Eventualmente potete trovare l'evento sulla pagina Sharing Sicily).



Che dire.......Andrea e Florinda. Noi ci siamo. Happiness is Everywhere a Favara ( e deve contiuarlo ad essere!!). Ripropongo il primo pensiero che mi è venuto in mente quando sono entrato alla Farm Cultural Park. Dal film " Into the Wild".