sabato 4 febbraio 2017

Sharing economy: Simona, Cristina e Carmen creano il primo centro polifunzionale del baratto del Sud

Alle pendici dell’Etna, a Fiumefreddo di Sicilia, nasce il primo centro del ri-utilizzo e del baratto, prima esperienza del Sud Italia, luogo che permetterà a chiunque di dare, scambiare e condividere beni.

sharing economy condivisione Sicilia
Foto di Davide Basile

L’iniziativa nasce su facebook, quando Simona Piazza, due anni fa, fonda il gruppo Te lo regalo se te lovieni a prendere Fiumefreddo e dintorni”, che permette di donare a chiunque oggetti che non servono più. Il gruppo cresce, contando attualmente circa 5300 membri.
Fin dall’inizio emerge l’aspetto solidaristico e di pubblica utilità, la rete aiuta a creare attorno VALORE.
Ad esempio, attraverso sostegno e disponibilità alle famiglie in difficoltà economica, permettendo loro di contattarli in privato per chiedere di essere un tramite, per chiedere di cosa avessero bisogno. Le ragazze sono riuscite a procurare le cose più disparate, dai corredi per neonati, a beni di prima necessità, addirittura mobili, cibo, coperte.
 Dalle parole della ideatrice e co-founder Simona Piazza emerge “ un territorio che non ci aspettavamo, prontissimo a rispondere alle nostre richieste, fiducioso dell’uso che avremmo fatto dei loro doni. Tutto questo però si scontrava con la difficoltà di agire su internet: l’incontrarsi coi membri, il ritirare e conservare doni (spesso molti, anche ingombranti) ci creava difficoltà”.

Centro del baratto e del riciclo

Da qui l’idea di creare l’associazione “Fiumefree:una mano per tutti” ed il progetto del centro del riuso e del baratto in un locale di proprietà comunale nei pressi del centro di Fiumefreddo di Sicilia.
Di cosa si occuperà? Il Centro del baratto permetterà a chiunque di scambiare qualcosa di proprio con quello che trova nello stesso centro. Sarà prevista una scheda di raccolta punti, gratuita e gestita dal centro interamente online, che permetterà agli utenti di cumulare dei punti in base ad un valore ( previsto in un regolamento interno) per ogni cosa che portano, prendendo poi in seguito -se vogliono- cosa più gli piace.
Attualmente vi sono beni di prima necessità (vestiti, coperte, scarpe ecc…), ma anche libri e piccoli oggetti. 

centro del baratto e del riciclo

Un’altra bella attività riguarda il comodato d'uso di beni per l'infanzia: “ Sappiamo che alcune delle cose utili nella prima infanzia, dopo pochi mesi vengono accantonate, addirittura buttate. Per questo abbiamo pensato di fornire noi quello che abbiamo (ovetti, box, girelli, passeggini...dipende da cosa ci regalano!) dandolo però in comodato d’uso. Contiamo di riaverlo dopo qualche mese, per permettere ad altre famiglie di averlo ed evitare sprechi”.

centro del baratto e del riciclo per l'infanzia

Sarà anche un punto di riferimento per Workshop ed eventi. Dall'inglese per principianti ai corsi di riciclo creativo, alle giornate-raduno per appassionati. Ci sarà anche il Merkatino del libro usato, nel mese di settembre sarà luogo di vendita ed acquisto di libri scolastici, facendo da tramite in modo totalmente gratuito.
Un aspetto molto importante, in un territorio da tempo in uno stato comatoso, è l'intento di creare un “punto di scambio di idee e competenze, per condividere non solo beni di prima necessità, ma anche interessi o/e tutto quello che ciascuno può offrire alla comunità. Ci piacerebbe riuscire ad accendere delle lampadine e diffondere cultura e conoscenza, sempre a titolo gratuito o semi gratuito: il nostro scopo è quello di aiutare la nostra comunità a migliorare, attraverso piccole iniziative ma anche grandi progetti realizzati dalla comunità per la comunità”.

centro del baratto e del riciclo Fiumefreddo di Sicilia

Come molti economisti sottolineano, la Sharing economy rappresenta il futuro, molte attività economiche si trasferiscono dagli imprenditori alle persone comuni attraverso la condivisione e lo scambio. La sharing economy fornisce contemporaneamente beni, servizi e destinatatari, crea valore economico e sociale, opera in armonia con le risorse naturali.

centro del baratto e del riciclo

Un esempio è blabla car, una piattaforma attraverso il quale chiunque può mettere a disposizione dei posti in macchina, risparmiando le spese di benzina ( valore economico), donando un servizio ai passeggeri a basso costo ( facilitazione importante, specie dove i servizi pubblici funzionano male) condividendo il viaggio con altre persone ( socializzazione, incontro e networking) e facendo del bene all’ambiente ( meno auto in circolazione) e alla vivibilità della terra ( meno traffico). Leggi il mio post/articolo " La mia esperienza con BlaBla car: la Sharing Economy spiegata praticamente......".
L’economia collaborativa, a macchia d’olio, sta interessando tutti i settori e sta assumendo le forme più disparate anche quelli più impensabili come l' agricoltura. Un di queste è Cortilia piattaforma che dà la possibilità a tanti di vendere i prodotti della propria terra direttamente online e agli utenti di avere a tavola cibi freschi e genuini dal proprio territorio ( e stanno nascendo tante altre start up in questo ambito, anche per diminuire lo spreco di cibo!). Nell'ambito della cultura, ad esempio, Teatro per casa  mette in contatto artisti che fanno teatro di qualità con inquilini disposti ad ospitare spettacolo e pubblico nella propria casa. Decine ne stanno nascendo in tutti i settori, sopratutto legate all'ambiente, alla mobilità sostenibile e alla green economy.


Un’altra importante finalità del centro del baratto e del riciclo è legata  alla “ voglia di creare un tessuto, una rete sociale, di collaborare per migliorare le cose, in un comune e in una regione dove moltissimi aspetti della vita quotidiana sono sacrificanti, dove le istituzioni sono percepite come lontane e abbiamo imparato a guardare con diffidenza al prossimo, in cui si è presa -soprattutto sui sociall’abitudine di lamentarsi e biasimare chi agisce, senza però agire. Vorremmo essere un piccolo spunto per cambiare visione delle cose, per capire che si può ripartire anche con una piccola iniziativa”.


Questa bella iniziativa è un’ulteriore dimostrazione di come vi siano le possibilità di mettere in carreggiata un territorio che, da troppo tempo, è immobile e provi di idee. probabilmente perchè i  migliori elementi non sono all'interno delle istituzioni pubbliche. Non mi stancherò mai di dire che è arrivato il momento che all’interno delle istituzioni pubbliche e politiche vi siano persone che possono dare un reale contributo in termini di motivazioni, competenze e visione per il futuro.  Questo è l’auspicio ed è l’unica speranza che possiamo avere per il futuro. IL nostro territorio deve iniziare a mettere in campo la parte migliore, senza continuare a dare il peggio di sè, perché ha tutte le carte in regola per farlo.
Che dire altro…in bocca a lupo alle tre fondatrici, Simona Piazza, Cristina Cavallaro e Carmen Gambino.