mercoledì 1 febbraio 2017

Ficarra e Picone che delusione. Pif è sempre il migliore!

Il Film di "Ficarra e Picone", personalmente, credo abbia veicolato un messaggio devastante verso quella parte sana di siciliani, uomini, giovani, donne ed anziani, che combattono ogni giorno per costruire qualcosa di buono nella propria terra, nonostante i problemi devastanti esistenti. 




Uscendo dalla sala cinematografica, personalmente, ho sentito un turbinio di sensazioni ed emozioni fortemente scoraggianti che hanno quasi messo in crisi e fatto riflettere sul mio stesso impegno per la mia terra. Ho pensato "che senso ha perdere tempo qui?" Poi: " devo elaborare un "piano B" per un'eventuale fuga dalla Sicilia, qui non ci sono speranze".
Un film che rappresenta la realtà in maniera esemplare, elevandola all'ennesima potenza ( quindi, stereotipandola), senza alcun messaggio di riscatto e di speranza. 
Non lascia nessuno spiraglio di luce e, ancora peggio, induce la parte migliore della popolazione ad emigrare ( e chi lo ha già fatto, a non tornare). 
Si perchè quella parte disonesta dei siciliani guarderà il film, si farà due risate e probabilmente rafforzerà la sua condotta deviante perchè "Le regole si aggiustano, non è che possiamo aggiustarci noi alle regole ". Alla fine vince chi è più furbo, ovvero il Sindaco Gaetano Patanè, acclamato con un plebiscito popolare da tutto il paese, dipingendo i siciliani come emeriti imbecilli ( non una parte, ma tutti!). 
In questo film i "buoni" essenzialmente sono tre, il Sindaco Pierpaolo Natoli, la figlia diciotenne Betti e il povero sventurato che viene imprigionato per metterlo a tacere. Tutti gli altri, il 99,999 % ( in pratica tutti), rappresentano la feccia e i rifiuti della società. 
Alla fine questo film non fa altro che "scoprire l'acqua calda", dipingendoci tutti uguali, nell'assoluta certezza che nessuno vuole cambiare e mai cambierà niente. Ma quale risate? Quali riflessioni? Quale utilità per quei giovani e meno giovani che, tra mille difficoltà, stanno portando avanti un'attività o un percorso che restituisce valore alla propria terra? Ditemi quale beneficio può dare alla Sicilia e ai siciliani un film del genere.


Molto diversa è la mia opinione sui lavori cinematografici e televisi di PIF, in particolare mi riferisco alla serie TV, che probabilmente è ancora più significativa del film trasmesso nelle sale cinematografiche. Attraverso l'ironia e la quotidianità, un'opera di sdrammatizzazione del dramma, PIF  racconta uno spaccato reale della storia di Sicilia, senza però cadere nello stereotipo di mostrarci tutti uguali e senza dignità, lasciando possibilità di riscatto.



Ne ‘La mafia uccide solo d’estate’ Lorenzo Giammarresi, alla fine, sceglie di tornare nella vecchia casa perché ha una dignità e non accetta la merda a cui ci vogliono abituare. 




Pif ha sempre trovato il modo di raccontare la realtà con il giusto compromesso, mettendo insieme emozioni, sensazioni, riflessioni, tristezza, e soprattutto SPERANZA, quella che è piaciuta ai tanti che hanno seguito la serie dalla prima all’ultima puntata.





Inoltre i mafiosi vengono derisi e presi in giro con un stile che, per diversi aspetti, ricorda lo stile di Peppino Impastato


Sia nel film che nella serie, Pif dipinge nella quotidianità una società semplice ed onesta, nonostante le metastasi che la danneggiano e piano piano la inquinano, rendendo la vita difficile a chi vorrebbe semplicemente vivere nella legalità.
Chi resiste e chi non è ancora compromesso vive con gli stessi valori dei protagonisti, simboli di una parte reale della società, rendono quotidiani sentimenti e valori positivi.
Non vedo l'ora di vedere la seconda serie di " La mafia uccide solo d'estate" di Pif e, per concludere, vi lascio con questo bel video del film " I cento passi".



Scrivete nei commenti le vostre opinioni, sono molto curioso, e seguitemi sulla pagina Sharing Sicily, attraverso il quale sto provando a mettere su un progetto che vorrei condividere con voi.