martedì 28 giugno 2016

Le (ex) cartiere Siace e Keyes e il modello bonifica-riconversione

Marina di Cottone, ormai da tanti anni, è "ostaggio" delle ex cartiere Siace e Keyes, di cui ancora i relitti sono presenti in mezzo alla natura incontaminata. La problematica più grande, che spaventa la comunità locale e disincentiva qualsiasi possibile investimento è, senza dubbio, legata alla bonifica dell'area in questione. Il vasto perimetro è stato definito da alcuni una"bomba ecologica" di cui poco si conosce.

ANGELO LA SPINA
Marina di Cottone la bellezza e il relitto della Siace...

Lunedi' 20 giugno, a Fiumefreddo di Sicilia, si è svolto un importante evento organizzato dalla CIGL che ha riacceso i riflettori sulla spinosa vicenda e, come ha sottolineato Claudio Longo, promotore dell'iniziativa, ha rappresentato " solo il primo passo di un percorso che si intende percorrere". Personalmente ho dato credito a questa iniziativa, vedremo se e in quali termini può essere utile per raggiungere l'unica cosa che veramente interessa alla popolazione, la completa bonifica dell'area ed immaginare, dopo 30 anni, un futuro diverso!

Convegno sulle ex cartiere Siace e Keyes
Per l'occasione Padre Giambattista, parroco di Fiumefreddo di Sicilia, ha espresso il suo pensiero denunciando il degrado progressivo di un territorio con grande potenzialità turistiche, agricole e commerciali.


Facciamo un pò di cronistoria....La Siace fu fondata nel 1964 da Michele Sindona, banchiere messinese coinvolto nelle vicende più torbide della nostra storia nazionale, ucciso nel 1986 con un caffè avvelenato in un carcere di Voghera. La Siace rimase attiva per oltre 20 anni e fallì nel 1987. In quel periodo diede lavoro ai locali e non solo, consentendo l'espansione di Fiumefreddo di Sicilia e molti, ignari di quello che avrebbe comportato per la salute e per l'ambiente, ritenevano la Siace come una grande opportunità.

Nel 2000 l'ex Provincia di Catania, guidata da Nello Musumeci, acquistò l'area per 17 miliardi di lire. Da sottolineare che erano a disposizione ben 4 miliardi delle vecchie lire per ripristinare e bonificare totalmente l'area (...). Il progetto era quello di creare il più grande parco tematico del sud Italia, furono spesi 250 milioni di lire per elaborare un progetto che alla fine non si realizzò ( su questo si potrebbe scrivere un libro..).
Il risultato fù che dell'ex Siace rimase solo abbandono, degrado e rifiuti potenzialmente pericolosi
Nel 2010 la Provincia vince una gara d’appalto per la bonifica del terreno. Al 2012 risale il terzo sequestro del sito e nel 2014 la Procura di Catania conclude le indagini. E' emerso come il materiale pericoloso venisse rimosso, ma smaltito in maniera non corretta. 



Situazione diversa per l'ex cartiera Keyes che, dopo il fallimento, è stata messa all'asta e si aspetta un investitore, pubblico o privato che sia, che la riveli. Pensate che la quotazione è già scesa ad euro duecento mila....che per un'area del genere è una cifra a dir poco ridicola. Tuttavia, l'incertezze legate alla bonifica e alle condizioni dell'area spaventano qualsiasi investitore.
Ex cartiera Keyes - Foto di Angelo La Spina
 La politica locale non ha avuto la capacità di far rientrare l'area della Siace all'interno dei cosiddetti SIN ( siti di interesse nazionale per l'amianto), procedura che permette di ricevere i finanziamenti per la bonifica

In tutto il mondo, anche in parte in Italia e nel Sud della nostra penisola, le fabbriche dismesse sono oggetto di un nuovo modello di sviluppo che integra urbanistica ed ecologia, diventano musei, pub, aree di coworking, università, centri sportivi polifunzionali, parchi attrezzati e tanto altro...

Alcuni esempio...
Il museo centrale Antonio Pitter a Malnisio, Pordenone, era una centrale idroelettrica che, dopo la chiusura avvenuta nel 1988, è stata trasformata in Science Centre dove è possibile ripercorrerne la storia.


Impact Hub a Bari e' uno spazio di coworking situato nel quartiere fieristico di Bari. Nei 1600 metri quadri sono presenti quattro uffici semichiusi ricavati da vecchi container dismessi, sale riunioni e una sala eventi insonorizzata.



Centrale idroelettrica di Fies, Trento - La centrale è ancora parzialmente funzionante, ma è diventata anche un centro di produzione delle arti performative e luogo di sperimentazione e creazione di nuovi scenari culturali.



A Budapest ci hanno fatto i pub più belli al mondo...



Negli USA le fabbriche dismesse sono state riconvertite in qualche caso in fattorie verticali, dove si coltivano ortaggi biologici all’interno di ex fabbriche riconvertite in fattorie e alimentate da energie rinnovabili.



Centinai di altri casi virtuosi in Italia e nel mondo riguardano la riconversione di ex fabbriche...
Inoltre, è stato istituito, presso il Ministero dello sviluppo economico, un Fondo con dotazione pari a 150 milioni di euro complessivi nel triennio 2015-2017 che rientra tra le “Misure per favorire la riconversione e la riqualificazione delle aree industriali dismesse.
Il tempo è scaduto, basta aspettare. L'esistenza di queste cartiere, quantomeno, ha impedito la cementificazione selvaggia diffusa in tanti altri litorali ( vedi Fondachello) e ci consegna un'area che, a bonifica avvenuta, ha delle POTENZIALITA' IMMENSE. 
La Regione, la nuova città metropolitana guidata da Enzo Bianco e le varie istituzioni pubbliche coinvolte, hanno (ancora) la grande opportunità di bonificare l'area e redigere un progetto di riconversione che può attingere a fondi europei, fondi dello Stato ad hoc ( vedi sopra) e/o investimenti privati ( e quell'area bonificata sarebbe molto appetibile). Basta volerlo.

Alcune immagini inedite dell'area di Angelo La Spina scattate dal deltaplano:

Ex cartiera Siace a Marina di Cottone - Foto di Angelo La Spina

Ex cartiera Keyes a Marina di Cottone - Foto di Angelo La Spina

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