mercoledì 27 aprile 2016

I mille volti della Sicilia...

La Sicilia ha mille volti, una terra di contrasti e contraddizioni in essere che, probabilmente, ne fanno un luogo favoloso e dannato al tempo stesso. Nei giorni scorsi ho avuto modo di condividere alcuni giorni con Andrej, Irina e Katerina, rispettivamente editore, direttrice amministrativa e giornalista della rivista turistica russa "Italia - La vita come arte", che dedicherà interamente il prossimo numero alla Sicilia.

Riserva Naturale - Foto di Angelo La Spina


L'iniziativa è stata coordinata da Giuseppe Caudo dal suo ufficio di gabinetto del Presidente della Regione Sicilia: io li ho accompagnati solo in parte nella loro breve ma intensa esperienza in Sicilia per gli ultimi quattro giorni sui dieci previsti.
Venerdì 15 aprile ci incontriamo nella Riserva Naturale del fiume Fiumefreddo, un breve tour all'interno della nostra piccola ma preziosa oasi. Sono presenti con noi Angelo La Spina, fotografo che ci accompagnerà anche al Castello di San Marco, Giusy e Giuseppe. I colori verdissimi, a dispetto del clima mediterraneo, li sorprendono ("Sembra il bosco russo..." - commentavano - "...ma con temperature ben diverse!"). Spiego la storia del Papiro e delle attività annesse dell'artista del Papiro Michele Patanè, dell'unicità del fiume "Fiumefreddo" e della sua vegetazione "atipica".


Riserva Naturale Fiumefreddo- Foto di Angelo La Spina

Poco dopo mostro il nostro (potenziale) "petrolio", il litorale di Marina di Cottone...





Il nostro litorale è ancora selvaggio, un mix di elementi unici: fiume-riserva naturale, macchia verde, grande spiaggia, boschetto di eucalipto, reperti di ville romane (scavi recenti), mare e panoramica Etna-Taormina. Un posto "da sogno", secondo loro. Anche secondo me. Dopo un attimo di entusiasmo, mi viene in mente che questo posto potrebbe essere davvero il "petrolio naturale", ma non lo è. Mi consolo pensando che, quantomeno, l'uomo non l'ha cementificato (a differenza del compromesso litorale di Fondachello), e che questo lascia spazio a prospettive più rassicuranti, si spera.
Nello stesso giorno, dopo una veloce ed interessante visita a Riposto con mini degustazione, ci dirigiamo velocemente verso Taormina.


La prima tappa è il Teatro Greco dove veniamo accompagnati dall'assessore al turismo Salvatore Cilona e da dove abbiamo la possibilità di scrutare un suggestivo e unico tramonto siciliano vista teatro-mare-Etna...



In seguito visitiamo il Belmond Grand Hotel Timeo, da dove è possibile ammirare uno dei più bei panorami della Sicilia.



Dopo questa veloce e piacevole visita, ci avviamo verso il Grand Hotel Mazzarò Sea Palace, un altro pezzo da novanta del turismo ionico-etneo.




La domenica (purtroppo non ero presente) sono stati accompagnati sull'Etna per visitare una delle nostre tante cantine, apprezzando panorami etnei e degustando vini locali. Il giorno precedente erano stati a Bronte, Randazzo e Catania.
Lunedì mattina, dal porto di Giardini Naxos, partiamo per un tour in yacht per scoprire da una prospettiva privilegiata la baia di Taormina e Mazzarò, in particolare la Grotta Azzurra.


Chiedo se è possibile anche su suggerimento di Angelo, dopo la gita in barca, apportare delle variazioni del programma (buona parte del tour è stato coordinato dalla Regione Sicilia, come già specificato), inserendo una breve tappa al tour per visitare una location esclusiva in cui lusso ed eleganza si mescolano alla storia e alla Sicilia autentica, alle leggende e alle tradizioni siciliane: il Castello di San Marco!
Mai scelta fu più azzeccata. Accompagnati dai gentili proprietari Daniele, Valerio e Giuseppe Murabito, entriamo in una macchina del tempo che ci catapulta trecento anni indietro, ma con l'eleganza e l'esclusività fuori dal tempo.
Visitiamo il grande salone e la zona reception, atmosfera unica...





Uno sguardo ad alcune camere, fornite di una magnifica panoramica dell'Etna.
Andrej, Irina e Katerina sono entusiasti affermando che "E' quello che cercavamo, la vera sicilianità....QUESTA è Sicilia!".



Nell'antico palmento, restaurato mantenendo intatta la struttura originaria, si rivive l'antica tradizione siciliana della produzione artigianale del vino.




Si degustano pregiati vini dell'Etna e prodotti tipici siciliani....



Passeggiando nel grande giardino, con tante piante caratteristiche non solo locali, un grande orto che rifornisce la cucina del ristorante a "metro 0" a disposizione dello chef (ristorazione riservata ai clienti ospiti, ma aperta anche agli "esterni" su prenotazione).






Vedo la gioia e la soddisfazione nei loro occhi. Avevano visto tanti hotel di alto livello, sopratutto a Taormina. Il Castello di San Marco Hotel, tuttavia, ha "quel qualcosa in più": ti immerge nella storia del nostro territorio, nella Sicilia autentica e nobiliare. Trecento anni di storia, la cura dei dettagli senza alterare l'autentico, la cucina a "metro 0", l'ospitalità a impronta familiare, il giardino con le piante caratteristiche, le statue, i leoncini e le fontane con le cascate, il carretto siciliano, il palmento, lo stile delle camere....e tanto altro ancora...ma si è fatto tardi, purtroppo dobbiamo andare. Una breve visita alle Gole dell'Alcantara concluderà un giornata intensa, prima che li riaccompagni al "Capo dei Greci," che li ha accolti per poco più di una settimana.



Andrej ama la pesca e, l'indomani, andiamo a pescare con il simpaticissimo "Don Pippo". Il periodo (e l'orario) non è dei migliori per pescare, ma il divertimento è assicurato con musica siciliana e la simpatia di Don Pippo, che si improvvisa cantante e ballerino, ci offre limoncello e fragolino. La Sicilia dei borghi marinari e dei pescatori.....


Meno piacevole è stato il comportamento di un bar-ristorante vicino al porto che per tre caffè, un cappuccino ed un bicchiere di prosecco ha preteso una cifra fuori mercato. Mi consola il fatto che, oggigiorno, la democrazia della rete, basata su feedback e recensioni, manderà a casa chi, ancora nel 2016, vuole provare a spellare il turista di turno.
Dopo il giro in barca Andrej mi chiede: "Voglio mangiare in un posto dove c'è cibo siciliano vero, come quello fatto dalla nonna...". Metto in moto e mi dirigo verso Roccafiorita, il comune più piccolo della Sicilia.  Lungo il percorso scorgiamo la sicilia rurale e microscopici comuni, la natura selvaggia e le strade accidentate e malmesse sembrano quasi dare maggiore autenticità alle sensazioni e alle impressioni di genuinità come ad esempio la galleria che, durante il periodo della guerra del 1915-18, fu scavata nella viva roccia calcarea ad opera dei prigionieri austriaci.


A Roccafiorita la prima tappa è il ristorante "La Fermata" che, come dice il proprietario, si fonda sulla cucina a "metro 0". La ricotta fatta poche ore prima dall'anziano "ricottaro", i carciofi selvatici, la tuma fritta, la ricetta con le melanzane e tanto altro ancora. Finendo con i cannoli alla ricotta fresca e il digestivo al finocchietto selvatico. La Sicilia umile e contadina dove ancora puoi mangiare davvero genuino. Chi l'ha detto che ai Russi piace solo l'esclusività ed il lusso del ristorante "ultra stellato"? La Sicilia è anche e sopratutto questo....



Dopo il pranzo la seconda tappa è la Roccafiorita alta, il Monte Kalfa (quota 1000 metri) con il santuario della Madonna dell'Aiuto, un panorama stupendo in uno scenario contemplativo e magico al tempo stesso, immerso nel silenzio della natura.



Felici e soddisfatti, nel pomeriggio ci dirigiamo di nuovo al Castello di San Marco, che ameranno a tal punto da decidere di tornarci a luglio ed alloggiarvi!
Nei giorni passati insieme abbiamo parlato e discusso di tante cose e posto domande a cui non ho saputo rispondere. Si è parlato del popolo siciliano, che nella storia è stato sempre costretto ad occupazioni e soprusi. Loro non capiscono, ad esempio, come nel nostro territorio ci possa essere una potenza straniera, mettere le basi e magari costruire i MUOS (che per fortuna sono al momento sequestrati!). Si chiedono perché la Sicilia sia spesso vessata dal governo centrale e, a sua volta, perché l'Italia sia succube dell'UE. Discorsi complessi.
Si conclude la giornata nella raffinata Taormina, prima con un aperitivo sul "Belvedere", poi con una gustosissima cena di pesce gentilmente offerta dal proprietario del Ristorante-pizzeria "Terrazza Angelo", Salvatore Cilona, che si intrattiene a cena con noi in compagnia della moglie Tania (in teoria dopo la battuta di pesca dovevamo portare noi il pesce, e lui mettere il vino...).
A conclusione della giornata Irina e Katerina mi fanno notare come sia una esperienza davvero bella passare dalla Sicilia umile e contadina a quella esclusiva e sofisticata, due prospettive contrastanti ma ugualmente belle che rappresentano la complessità di questa terra.
Mercoledì mattina è il turno del Belmond Villa Sant'Andrea, di cui possiamo apprezzarne le qualità e il panorama mozzafiato sulla baia di Mazzarò.



Più tardi visitiamo uno dei miei borghi preferiti, dai panorami mozzafiato, con un "borghetto" antico ed il Castello in cima, il buon pesce e la storia cinematografica ("Il Padrino" e non solo), il piccolo comune di Forza D'Agrò (vedi: La rivoluzione giovane di Forza d'Agrò)! Ricordate lo spot con Irene Grandi di Pocket Coffee attraverso cui ci hanno triturato il cervello? Sì, è stato girato a Forza D'Agrò! Anche Alviero Martini ha girato uno spot in questo borgo.
Purtroppo abbiamo solo tempo per gustare un'ottima e abbondante "carrellata" di antipasti, presso il Ristorante Agostiniana, e fare una foto sulla bellissima piazza panoramica. Ci sarà modo a luglio, al loro ritorno per una visita approfondita!


La "carrellata" di antipasti del ristorante Agostiniana non lascia indifferenti...



Concludiamo la giornata a Taormina e, dopo una visita al prestigioso e antico San Domenico Palace, storico hotel di lusso un tempo convento domenicano, ceniamo nel più esclusivo ristorante di Taormina,  "La Baronessa". Non c'ero mai stato e senza dubbio conferma le mie (alte) aspettative.  



L'indomani è il giorno della partenza. Andrej, prima di partire, vuole andare a fare il bagno, sfidando l'acqua fredda di aprile. Dal Capo dei Greci la spiaggia più vicina è Fondaco Parrino, molto bella con piccole insenature (ve la consiglio!). Mi faccio convincere, anche io faccio il bagno.......acqua gelida ma guaritrice e rigeneratrice!
Si è fatto tardi. Abbiamo il tempo di prendere le loro valigie e dirigerci verso l'aeroporto. Sono stati dei giorni molto belli. Ho instaurato un rapporto di amicizia con Andrej, Irina e Katerina. A luglio torneranno in Sicilia, alloggeranno al Castello di San Marco Hotel, che nel mio immaginario racchiude quel mix di raffinatezza e autenticità, storia e sicilianità che volevo trasmettere loro.
In questa piacevole esperienza ho compreso come la Sicilia che piace, anche ad un target più esigente, è quella autentica e genuina. Da una parte la Taormina (e non solo!) dell' esclusività e della raffinatezza, delle celebrità e dei ristoranti chic, ma dall'altra anche (e sopratutto) la Sicilia umile e contadina, dei pescatori, dei borghi e degli angoli sperduti da riscoprire e valorizzare (magari con il turismo diffuso), piena di miti, di leggende e di storia....