giovedì 8 ottobre 2015

Albergo diffuso modello virtuoso per la Sicilia


Il modello dell’albergo diffuso, dopo la fortunata esperienza di Scicli, è al centro dell’attenzione di molti borghi e comuni siciliani. Di cosa si tratta? Il modello di albergo diffuso più interessante considera l’intero centro storico del paese/borgo come una struttura ricettiva unitaria in cui vengono individuati, in un perimetro di trecento metri, alcune unità abitative da mettere a “sistema” e altre per servizi diffusi, come ristorazione, intrattenimento, reception e soprattutto “esperienze”.

Scicli
L’albergo diffuso si rivolge ad una domanda interessata a vivere il contesto urbano di un borgo immergendosi nella cultura locale, negli stili di vita, nelle usanze e nei costumi dei residenti del luogo: target in buona parte individuato dal rivoluzionario portale web Airbnb.
 L’albergo diffuso in Sicilia rappresenta l’occasione imprescindibile per valorizzare borghi e paesi con centri storici interessanti, recuperandone edifici abbandonati o sottoutilizzati, evitando le colate di cemento di nuove costruzioni e, soprattutto, rianimando in termini occupazionali, economici e socio-culturali territorio destinati a scomparire. In più…immaginate il centro di un piccolo borgo di Sicilia in cui tradizioni ed usanze della vecchietta, entusiasmo ed innovazione dei giovani, vengono a contatto con la multiculturalità dei viaggiatori di tutto il mondo? Al di là dell’indubbio discorso economico, questo modello turistico rappresenterebbe un interessante laboratorio culturale ed occasione di aprirsi all'esterno per molti siciliani.
La legge regionale sull'albergo diffuso, proposta dal M5S e approvata dalla giunta siciliana, è stata approvata poche settimane fa e diversi piccoli borghi e comuni di interesse storico iniziano a muoversi. Nel borgo di Pollina, ad esempio, l’amministrazione sta recuperando alcune case abbandonate che metteranno in circuito turistico a breve per l’istituzione dell’Albero diffuso di Pollina



A Piedimonte Etneo, in occasione della Festa della Vendemmia, si è organizzato un convegno per discutere sulla possibilità di un Albergo diffuso nella frazione di Presa, una borgata periferica e vittima dello spopolamento, immersa nella natura ma al tempo stesso con caratteri urbanistici storici di rilievo, a pochi minuti da Marina di Cottone e poco distante da Etna Nord.

  A Petralia Sottana, prossima sede di albergo diffuso, è stato realizzato il convegno “PETRALIA SOPRANA. L’ALBERGO DIFFUSO, UNA OPPORTUNITA’ DI SVILUPPO PER I PICCOLI PAESI CHE PUO’ ATTRARRE IL TURISMO CINESE” in cui si riunivano i Sindaci di alcuni borghi siciliani, tra cui Geraci, Gangi, Montalbano Elicona, per approfondire la tematica.
Diversi borghi nella costa Ionico-Etnea come Castelmola e Savoca, nonché paesi come Randazzo, Castiglione di Sicilia e Milo, hanno le caratteristiche per la realizzazione dell’Albergo diffuso.
A Castiglione, l'imprenditore turistico Valentino Nunzio, dieci anni fa, ebbe l'idea dell'albergo diffuso, denominato Borgo di Santa Caterina, nel borgo medioevale di Castiglione. Ristrutturò antiche case abbondante del 1700, ricavando 50 posti letto e 16 unità abitative. Il paese di Castiglione, in questo modo, ha avviato un percorso turistico importante ed oggi rappresenta una meta turistica di alto livello. Inoltre, l'imprenditore ha intenzione di raggiungere le cento unità abitative che consentiranno ulteriore sviluppo economico, occupazionale e fermento socio-culturale.


E' nato anche il primo Albergo diffuso "naturalistico" sui Nebrodi formato da dieci comuni della Provincia di Messina (Caprileone, Mirto, Frazzanò, Longi, Galati Mamertino, San Marco d’Alunzio, San Salvatore di Fitalia, Ficarra, Ucria e Floresta) in cui il turista ha la possibilità di apprezzare il variegato patrimonio naturalistico, storico. culturale ed eno-gastronomico attraverso un'offerta sistemica.


Castelmola dall'alto - Foto di Angelo La Spina

Castelmola innevato - Foto di Angelo La Spina

Non solo borghi e paesi conosciuti, ma anche piccoli centri sconosciuti che stanno scomparendo come Roccafiorita, il più piccolo comune del Mezzogiorno d’Italia, sui monti peloritani, alle falde del monte Kalfa, a 700 m. s.l.m., nella Valle d’Agrò.

L'Albergo diffuso di Scicli merita un approfondimento: 24 unità abitative (circa 60 posti letto), una struttura unitaria intessuta nel territorio che offre al viaggiatore un'esperienza vera con l'esistenza: zero nuove costruzioni, zero impatto ambientale con le basole storiche del centro storico a posto della moquette o del pavimento anonimo di un Hotel. Tutto concentrato nel raggio di 300 metri dal centro storico, dalla reception alla colazione diffusa, strutturata con prodotti della terra locale a km 0, che si svolge al Millenium il salotto elegante della città dove ogni mattina i viaggiatori si incontrano con la gente del posto per conoscere e scambiare informazioni e per immergersi nella cultura locale ( il viaggiatore), per aprirsi all'esterno ( il locale). Una esperienza Unconventional con la fusione tra struttura e territorio, tra viaggiatore e abitante locale.


Mix e fusione tra viaggiatore e locale..


Colazione e pranzo "diffuso" a Scicli





Recentemente il Comune di Gallodoro ha affidato, attraverso un bando di gara ad evidenza pubblica, un vecchio frantoio del centro storico per destinarlo all’attività di albergo diffuso.




A Montalbano Elicona, “Borgo più bello d’Italia del 2015”, l’amministrazione comunale ha ricevuto una proposta di un progetto di finanza per lo sviluppo di turismo sostenibile attraverso la realizzazione di un Albergo Diffuso.